BIOGRAFIA |
Giacomo Filippo Foresti nasce nel 1434 a Solto Collina, nel territorio di Bergamo, da un'"antica e privilegiata fameglia" (Calvi 1664: 196) avente titolo comitale. Entra nel convento agostiniano di Bergamo, appartenente dal 1443 alla Congregazione osservante di Lombardia, il giorno 1 maggio dell’anno 1451, accolto dal priore Giovanni da Novara. Oltre che dai principali biografi -gli agostiniani Donato Calvi e Davide Perini-, alcuni dettagli della vita di Foresti si raccolgono anche dalle pagine di una delle sue opere più celebri, il Supplementum Chronicarum, una sorta di storia universale del mondo dall’origine fino al 1482, edito per la prima volta nell’anno successivo, ma che conosce successivi aggiornamenti fino al 1503. In quest’opera Foresti racconta, ad esempio, oltre che del proprio ingresso nel convento di Bergamo, anche di alcuni episodi vissuti nella città di Brescia, dove è dapprima testimone di un terremoto nel 1471 e dove in seguito riesce miracolosamente a salvarsi dall’epidemia di peste scoppiata intorno al 1479. Più tardi, tra il 1491 e il 1492 Foresti dimora probabilmente a Ferrara, presso gli Este (Megli Fratini 1997). Trascorre una vita dedita agli studi (Pianetti 1939), ma "benchè il natural genio à soli libri lo conducesse" (Calvi 1664: 197), si impegna al contempo nella amministrazione dell’Ordine, accettando la carica di Priore nel 1494 presso il conventi di Imola, e nel 1496 in quello di Forlì. Negli anni successivi, dal 1499 e fino alla morte, vive presso il convento di Bergamo, dove risulta particolarmente significativo il suo intervento: commissiona infatti la realizzazione di importanti lavori architettonici e amplia la biblioteca, arricchendone la dotazione libraria con codici di grande valore (Antonucci 1934; Azzoni 1959). Foresti stesso descrive tutti questi lavori, annotandone le spese su documenti autografi (Bravi 2014) che ancora oggi si conservano presso la Biblioteca Civica "Angelo Mai" di Bergamo, entro una miscellanea di carte raccolte da Antonio Tiraboschi (ms. MMB 726). Foresti muore il 15 giugno 1520, all’età di 86 anni, di cui 69 -ricorda il Calvi- dedicati alla vita religiosa. I biografi ne sottolineano, oltre al costante impegno negli studi, la particolare dedizione per "il suo Monastero di Bergamo", testimoniando come "il Convento tutto arricchì di religiose et belle fabbriche pretendendo non più ne cuori, che nelle pareti il proprio nome eternare" (Calvi 1664: 197). Tra le sue opere, oltre al già menzionato Supplementum Chronicarum (Venezia 1483, Bernardino Benaglio), che conosce numerose ristampe oltre che volgarizzamenti, si ricordano il De plurimis claris selectisque mulieribus (Ferrara 1497) e il Confessionale sive Interrogatorium (Venetiis c. 1500). |