sezioni | vedute e rappresentazioni | scheda immagine
TITOLO | Complesso di Sant'Agostino: veduta dal Prato di Sant'Alessandro |
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DATA | Prima metà del XV secolo |
COLLOCAZIONE | Gregorio Papa I Magno, Vita di San Benedetto. Mantova, Biblioteca Comunale Teresiana, ms. 239 = B. IV. 13, f. 15r. |
TIPOLOGIA | Stampe |
TECNICA | xilografia |
SOGGETTO |
Tipologia: Architettura Ecfrastica: Veduta di Bergamo dal Prato di Sant'Alessandro. Particolare: Chiesa di Sant'Agostino. Rappresentazione medievale della Chiesa di Sant'Agostino collocata nell'angolo in alto a destra dell'immagine generale. Sulla sommità della cuspide della facciata della Chiesa è riportata la scritta S. AGUST (interrotta dalla cornice del disegno). Essa era evidentemente a nominare uno dei principali edifici cittadini, come del resto è stato fatto per le altre architetture politiche e religiose di rilievo illustrate nell'immagine generale. Prendendo in considerazione quest'ultima è da notare inoltre che la Chiesa di Sant'Agostino sorge fuori dal nucleo urbano serrato sul colle dalle mura medievali. Sarà solo in seguito alla costruzione delle fortificazioni veneziane cinquecentesche che essa verrà compresa entro il perimetro murato. Nel testo di Orazio Bravi che descrive la xilografia in questione si legge: "La rappresentazione di Bergamo che ci offre la bella silografia conservata nella Biblioteca Comunale di Mantova, datata prima metà del Quattrocento, mostra che la via, a oriente, che porta in Bergamo Alta è via Pelabrocco, lungo la quale era la chiesa di s. Andrea, in posizione più bassa rispetto a quella attuale, via che verrà poi quasi del tutto eliminata con la costruzione nel 1561 delle Mura Venete; in questa stessa immagine si vede che il convento di S. Agostino, raffigurato sull’estrema destra, è in posizione molto defilata rispetto alla Città. È comprensibile come per noi oggi, dopo la costruzione delle Mura Venete, che hanno stravolto la conformazione del sito, l’apertura della Porta di S. Agostino, divenuta transito principale d’accesso alla città, lo spianamento del foppone di Fara, l’allargamento delle strade sempre più trafficate, sia quanto mai difficile immaginare il poggio isolato, con prati, vigneti e alberi da frutto, scelto dai frati per loro sede. La scelta di un luogo isolato, ma comunque vicino alla città, si spiega con il particolare momento storico che l’Ordine attraversa, quando è ancora vivo l’ideale eremitico ed ascetico ma nel contempo già è sentita la vocazione della cura pastorale rivolta ai nuovi ceti urbanizzati. La compenetrazione dei due aspetti, eremitico ed apostolico, è simboleggiata nel luogo scelto dai primi agostiniani." Sempre considerando l'immagine generale, va detto che non si tratta propriamente di una veduta, perché dal luogo dove i frati sono riuniti, il Prato di Sant'Alessandro (LO PRATO DE SANTO ASANDER), corrispondente all'attuale centro cittadino, non è possibile scorgere tutte le costruzioni indicate, in primis la Chiesa di Sant'Agostino. |
STATO CONSERVAZIONE | Buono |
NOTE | Disegno attribuito a un artista lombardo, all'interno di un codice che illustra la vita di San Benedetto. |
ISCRIZIONI | |
Titolo | Lo prato de Santo Asander |
Tipologia | Didascalie |
Creata da | Bosio Marita |
PAROLE CHIAVE | Chiesa di Sant'Agostino, complesso di Sant'Agostino, convento, monaco, monastero, prato di Sant'Alessandro, veduta |
ATTRIBUZIONI | |
BIBLIOGRAFIA |
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La chiesa gotica: origine e trasformazioni1290 -1440
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