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TITOLOSanta Caterina d'Alessandria
DATA1370 ca.
POSIZIONEDecorazioni delle pareti
COLLOCAZIONE Cappella dell'Annunciata | Lato sud, terza cappella destra, fianco est pilastro, I registro.
TIPOLOGIAPitture
DIMENSIONI261 x 111 cm
MATERIALEIntonaco
TECNICAbuon fresco

SOGGETTO

Tipologia: Santi Gesù Madonna
Iconclass: 11HH(CATHERINE)13
Ecfrastica:

Le immagini affiancate dei Santi Antonio e Caterina d’Alessandria sono inserite in una cornice dipinta a motivi lineari. I due santi sono raffigurati in piedi a figura intera. Caterina  indossa un abito rosso con un ampio scollo rettangolare, bordato come i polsi di un orlo dorato e arricchito da una lunga serie di bottonature sul davanti e sulle maniche, secondo la tipica foggia della moda femminile del terzo quarto del Trecento. Nella mano sinistra porta un libro chiuso, nella destra la ruota dentata del martirio, che appare spezzata secondo la tradizione. Il racconto vuole infatti che l’imperatore Massenzio, dopo averla imprigionata per la sua fede cristiana,  sottopose la santa ad uno strumento di tortura composto di ruote chiodate, ma la folgore divina distrusse il meccanismo, così che la giovane fu poi decapitata. Caterina guarda con sguardo dolce ed impassibile la ruota e il meccanismo che ne permetteva il movimento,  piegando leggermente la testa in un gesto che ricorda quello della Madonna del Parto dipinta nella seconda cappella destra.  Sui capelli biondi, che scendono intrecciati lungo le spalle, porta un elegantissimo diadema a sagome trilobate. L’aureola che circonda il suo capo presenta una doppia incisione perimetrale e la mancanza totale di tracce pittoriche ha fatto  ipotizzare ai restauratori e architetti che hanno eseguito la messa in sicurezza degli affreschi nel 2007 (Mazza 2007, p. 78) l’impiego di foglia d’oro, oggi completamente perduta.

Interessante notare che il pittore sulla figura già completata ha eseguito successivamente parte del libro, con le pagine eseguite a calce sul manto rosso. Il fondo blu è stato campito su di uno strato preparatorio rossiccio per accentuarne l’effetto di profondità.

La mano di Santa Caterina, come altri dettagli che sembrano derivati da schemi figurativi reiterati,  sembrano indicare un metodo di lavoro che si avvale di cartoni preparatori, trasferiti col sistema della quadratura, dal momento che  non sono state rinvenute  tracce di incisione indiretta.


STATO CONSERVAZIONE

L’affresco è stato rinvenuto durante i restauri degli anni Cinquanta, quando fu abbattuta una muratura addossata sul pilastro trecentesco.

La superficie evidenzia numerose lacune di modesta entità sia dello strato pittorico che dell’intonaco, in particolare lungo il bordo esterno; sono presenti numerosi graffi, incisioni vandaliche. Si riscontra un’abrasione generale del fondo e la presenza di consistenti depositi e di patine grigiastre imputabili all’alterazione del protettivo a causa di fenomeni di condensa localizzata.

 

OSSERVAZIONI RESTAURI

L'affresco è stato restaurato da Mauro Pellicioli dopo il suo rinvenimento negli anni Cinquanta. Si individuano alcuni interventi di restauro, attribuibili presumibilmente al restauro del 1989, in particolare si rilevano stuccatura delle lacune; integrazioni pittoriche di parte delle stuccature mediante velature sottotono di colore a tempera, esecuzione di salvabordi. A una attenta ricognizione si notano i fori realizzati dai restauratori per l’iniezione di consolidanti.


PAROLE CHIAVE

aureola, corona, libro, ruota del martirio, Santa, Santa Caterina d'Alessandria


ATTRIBUZIONI

  • Maestro della Madonna del Parto
    Questo artista si è formato poco dopo la metà del XIV secolo sotto l’influenza di Giovanni da Milano e del Maestro dell’Adorazione dei Magi ed è stato attivo principalmente intorno al terzo quarto del Trecento. Le caratteristiche formali del suo stile sono la ...

BIBLIOGRAFIA

vedi anche
Sant'Antonio Abate <br /> 1370 ca.
creato da Sonia Maffei il 27/12/2014

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