sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Sant'Antonio Abate |
---|---|
DATA | 1370 ca. |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella dell'Annunciata | Lato sud, terza cappella destra, fianco est pilastro, I registro. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 261 x 111 cm |
TECNICA | buon fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Iconclass: 11H(ANTONY ABBOT) Ecfrastica: Sant'Antonio è raffigurato secondo l'iconografia tradizionale: è vestito da un saio con cappuccio, tipico dell'ordine eremitano, porta una lunga barba bianca da eremita, si appoggia con la mano sinistra su un bastone a forma di tau e con la mano destra tiene due campanelle legate da una cordicella. L’aureola che circonda il suo capo presenta una doppia incisione perimetrale e la mancanza totale di tracce pittoriche ha fatto ipotizzare ai restauratori e architetti che hanno eseguito la messa in sicurezza degli affreschi nel 2007 (Mazza 2007, p. 78) l’impiego di foglia d’oro, oggi completamente perduta. Interessante notare che il pittore sulla figura già completata ha eseguito successivamente il bastone, le cornici ed altri particolari. Il fondo blu è stato campito su di uno strato preparatorio rossiccio per accentuarne l’effetto di profondità. Le immagini affiancate dei Santi Antonio e Caterina d’Alessandria sono inserite in una cornice dipinta a motivi lineari. I due santi sono raffigurati in piedi a figura intera. |
STATO CONSERVAZIONE | L’affresco è stato rinvenuto durante i restauri degli anni Cinquanta, quando fu abbattuta una muratura addossata sul pilastro trecentesco. La superficie evidenzia numerose lacune di modesta entità sia dello strato pittorico che dell’intonaco, in particolare lungo il bordo esterno; sono presenti numerosi graffi, incisioni vandaliche. Si riscontra un’abrasione generale del fondo e la presenza di consistenti depositi e di patine grigiastre imputabili all’alterazione del protettivo a causa di fenomeni di condensa localizzata.
|
OSSERVAZIONI RESTAURI | L’affresco è stato restaurato da Mauro Pellicioli dopo il suo rinvenimento negli anni Cinquanta. Si individuano alcuni interventi di restauro, attribuibili presumibilmente al restauro del 1989, in particolare si rilevano stuccatura delle lacune; integrazioni pittoriche di parte delle stuccature mediante velature sottotono di colore a tempera, esecuzione di salvabordi. A una attenta ricognizione si notano i fori realizzati dai restauratori per l’iniezione di consolidanti. |
PAROLE CHIAVE | |
ATTRIBUZIONI |
|
BIBLIOGRAFIA |