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TITOLOSanta monaca
DATAfine XIV secolo ca.
POSIZIONEDecorazioni delle pareti
COLLOCAZIONE Cappella della Natività di Maria / di San Nicola da Tolentino | Lato sud, sesta cappella destra, fianco ovest pilastro, II registro.
TIPOLOGIAPitture
DIMENSIONI146 x 109 cm
TECNICAbuon fresco

SOGGETTO

Tipologia: Santi Gesù Madonna
Ecfrastica:

Il dipinto a fresco raffigura i due Santi inseriti all’interno di una cornice architettonica a bifora: due sottili arcatelle a conci bianchi e neri sorrette da tre esili colonnine. La santa in vesti da monaca, ha il velo bianco che le copre il capo e un soccollo bianco ed è rivolta leggermente a destra verso il santo che sta alla sua sinistra. L’abito scuro è coperto da un mantello chiuso sul petto da un fermaglio. La santa tiene un libro chiuso con entrambe le mani davanti a sé.

La coppia di stanti è stata variamente interpretata: Roberta Pellati non identifica la Santa monaca, ma ritiene che il santo che si trova al suo fianco sia S. Bernardo di Chiaravalle. Franco Mazzini identifica dubitativamente nei personaggi S. Agostino e S. Monica, mentre Bruno Caccia e Paola Dolci pensano a S. Scolastica e S. Benedetto. 


STATO CONSERVAZIONE

L’affresco, venuto alla luce negli anni ’60,  appare estremamente lacunoso, con la perdita completa del lato inferiore che ha subito il distacco di tutte le stesure di intonaco a causa delle cattive condizioni della struttura muraria. La superficie pittorica conservata, che presenta numerosissimi graffi,  ha numerose lacune dell’intonaco pittorico, in parte già stuccate, e presenta il distacco per esfoliazione delle stesure pittoriche applicate a secco. Il degrado generale del opera ha fatto  ipotizzare ai restauratori e architetti che hanno eseguito la messa in sicurezza degli affreschi nel 2007 (Mazza 2007), un’operazione di strappo non perfettamente riuscito. Si notano inoltre consistenti depositi e patine bianche e grigiastre imputabili all’alterazione del protettivo in presenza di fenomeni di condensa localizzata ed alla formazione di efflorescenze saline.

OSSERVAZIONI RESTAURI

Si individuano alcuni interventi di restauro, attribuibili soprattutto al restauro occorso nel 1960-66. In questa fase la maggior parte delle lacune presenti sulla superficie pittorica sono state stuccate grossolanamente con una malta di calce rifinita a scialbo e successivamente sono state integrate pittoricamente con velature sottotono a tempera. Allo stesso modo sono state velate tutte le tracce di esfoliazione ed abrasione. Si nota la presenza dei salvabordi al lato inferiore. Durante il restauro del 1989 è stato applicato un fissativo-protettivo.

NOTE

La datazione dell’affresco è controversa e, visto il suo pessimo stato di conservazione, di difficile analisi. Roberta Pellati rileva delle affinità esecutive con altre opere del cosiddetto “Maestro dell’adorazione dei Magi” e data l’affresco nel secondo quarto del Trecento. Franco Mazzini invece propone l’attribuzione a Giorgio da San Pellegrino su base stilistica e propone una datazione agli anni sessanta del Quattrocento per la sicura resa spaziale e architettonica delle arcate. Il dossier dei restauratori attivi nel 2007 (Mazza, tomo I, cappella sud, unità iconografica 3) propone una datazione alla fine del Trecento.


PAROLE CHIAVE

arco, colonna, libro, monaca, Santa Monica, Santa Scolastica, soccollo, velo


ATTRIBUZIONI


BIBLIOGRAFIA

creato da Sonia Maffei il 28/12/2014

Con il contributo di