sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Uomo all'interno di una "barca-pesce" |
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DATA | 1444-1476 |
POSIZIONE | Decorazioni del soffitto |
COLLOCAZIONE | Campata 4, a partire dall'ingresso |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 50 x 15 ca. cm |
MATERIALE | Laterizio |
TECNICA | pittura a colla su laterizio |
SOGGETTO |
Tipologia: Animale Iconclass: 25F(+5262) Ecfrastica: Uomo con copricapo all'interno di un pesce che funge da barca. Sia l'uomo che il pesce sono raffigurati di profilo. La scena è rappresentata su fondo grigio celestino. Il pesce è di grosse dimensioni, tanto da poter contenere un uomo in posizione seduta. Le squame sono ben visibili e dettagliate. L'animale rivolge il muso verso l'alto, è dotato di pinne laterali e di una grossa pinna finale. Il profilo dell'uomo al suo interno è ben definito e sembra quasi essere corrucciato. Un percorso dello sguardo dunque che definisce una figurazione irreale e del tutto bizzarra, dando testimonianza della sensibilità artistica tipica del Gotico, quando nasce l’esigenza di rappresentare ciò che sta sul confine del mondo conosciuto, al fuori della norma. I vascelli che si trasformano in pesce, e molto spesso in pesci volanti come testimoniato in molti bestiari del XIII secolo, sono un motivo che il Medioevo eredita dalla glittica e dalla numismatica greco-romana. Il pesce, che rappresentava un ornamento comune delle barche dei Cretesi, compariva infatti sulle loro monete con il corpo talmente ingigantito da sostituirsi alle imbarcazioni, mantenendo di queste solo gli alberi e le vele. Lo stesso vale per il cavaliere sul pesce visto sulla tavella bergamasca: era un soggetto presente nelle raffigurazioni numismatiche dell’antichità, specialmente quelle dedicate a Taras, il mitico fon- datore della città di Taranto. Il Quattrocento subisce il fascino di queste immagini, anche perché erano solitamente intagliate su pietre ritenute avere poteri talismanici, e le assorbe all’interno della propria cultura visiva: i dipinti di Hieronymus Bosch, dove i pesci diventano navi e sono visti pure volare, sono una perfetta testimonianza di questo processo. L’arte gotica recupera dunque i modelli iconografici della classicità e li rivisita, scegliendoli come espressioni privilegiate dell’irrazionalità e della rottura degli schemi che si proponeva di esplorare. |
STATO CONSERVAZIONE | Nel complesso, le tavelle sono in buone condizioni. Ci sono rari problemi di spolvero della stesura pittorica di minima entità.
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OSSERVAZIONI RESTAURI | 1955-1960: Mauro Pellicioli coordina il restauro delle tavelle decorate del soffitto. Gli interventi interessano la quasi totalità delle tavelle, le cui parti mancanti vengono ridipinte. 1978: il soffitto decorato viene sottoposto a un intervento definito di “semplice ispezione e pulitura”. 1988-1990: in occasione del rinforzo statico del manto di copertura si procede al consolidamento e al restauro delle travi lignee del tetto. 1989: Andrea Mandelli esegue, con i suoi collaboratori, il restauro definito “minimo necessario” delle tavelle decorate della copertura e della fascia perimetrale delle pareti a contatto della copertura stessa, limitandosi alle “sole parti dove la decorazione presenta grave degrado”. Si prevedono alcuni ritocchi con acquarello di tempera reversibile. Allo stesso modo esegue il restauro di consolidamento e di pulitura degli affreschi e degli intonaci presenti sui fronti dei pilastri che reggono il terzo arcone a partire dall’ingresso, il quinto, il sesto e il settimo. 2015: lavori di revisione delle tavelle con rimozione del particellato incoerente. |
PAROLE CHIAVE | |
BIBLIOGRAFIA |
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rivisto da Sara Damiani il 24/03/2018