sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Sant'Agostino vescovo |
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DATA | 1444-1476 |
POSIZIONE | Decorazioni del soffitto |
COLLOCAZIONE | Campata 4, a partire dall'ingresso |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 50 x 15 ca. cm |
MATERIALE | Laterizio |
TECNICA | pittura a colla su laterizio |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Iconclass: 11H(AUGUSTINE) Ecfrastica: Sant'Agostino, ritratto con mitra, aureola e piviale con fermaglio a forma di fiore. Nelle mani tiene un libro. Nella parte superiore, intono al capo, compaiono le lettere: "S .A. D", interpretabili come "S[anctus] A[ugustinus] D[octor]". Il Santo appare nella tradizionale iconografia che lo caratterizza e che ricorre con lievi variazioni su tutte le sette tavelle che ospitano la figura di Agostino lungo le campate del soffitto. All’interno della decorazione del soffitto, la tavella potrebbe essere posta in continuità con una serie di ritratti esemplari presenti nella sesta campata, dove si osservano importanti personalità dell’Ordine agostiniano, tutte raffigurate con tituli che ne rivelano l’identità: Ugolino da Orvieto, Simone da Cascia, Gerardo da Bergamo, Agostino Novello, Giordano di Alemagna, Paolo Veneto, Egidio Romano, Agostino Trionfo da Ancona, Gerardo da Siena, Alberto da Padova. Questi illustri monaci dovevano sicuramente fungere da modello di virtù e sapienza per i loro confratelli e per chiunque entrasse nella chiesa; in questa prospettiva, il patrono dell’Ordine si offriva senz’altro come il primo exemplum da seguire per tutti i fedeli, a maggior ragione se si ricordano le parole di Jacopo da Varazze, che nella Legenda Aurea spiega l’etimologia del nome Augustinus come direttamente associata alla cittadinanza spirituale proposta dal cristianesimo. Egli osserva infatti: “Augustinus è legato ad augeo «aumento», e ad astin, che vuol dire «città», e ana, che vuol dire «su»; in questo modo Agostino viene a significare «colui che aumenta la città superna», ed è per quello che si canta di lui: «Colui che riuscì a rendere grande la città»”. La città di Dio di cui Agostino ha scritto (La città di Dio, 425) e che, fin dal nome, egli contribuirebbe a testimoniare per erudizione, beatitudine e santità, è anche la comunità dei credenti devoti al suo culto e variamente rappresentati nelle ricche pitture che adornano la chiesa bergamasca a lui dedicata. |
STATO CONSERVAZIONE | Nel complesso, le tavelle sono in buone condizioni. Ci sono rari problemi di spolvero della stesura pittorica di minima entità. |
OSSERVAZIONI RESTAURI | 1955-1960: Mauro Pellicioli coordina il restauro delle tavelle decorate del soffitto. Gli interventi interessano la quasi totalità delle tavelle, le cui parti mancanti vengono ridipinte.
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PAROLE CHIAVE | fondo grigio celestino, libro, mano, mitra, piviale, ritratto, Sant'Agostino, Santo Vescovo |
BIBLIOGRAFIA |
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rivisto da Sara Damiani il 24/03/2018