sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Ritratto di san Giovanni Battista |
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DATA | 1444-1476 |
POSIZIONE | Decorazioni del soffitto |
COLLOCAZIONE | Campata 2, a partire dall'ingresso |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 50 x 15 ca. cm |
MATERIALE | Laterizio |
TECNICA | pittura a colla su laterizio |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Iconclass: 11H(JOHN THE BAPTIST) Ecfrastica: Ritratto frontale di santo con aureola e barba. Il soggetto presenta dei capelli corti e mossi e una barba di lunghezza moderata. I suoi occhi sembrano rivolti verso destra. Ha labbra sottili e zigomi pronunciati. Porta un'aureola intorno al capo. Il ritratto è inscritto in un tondo, su uno sfondo di colore grigio celestino. La tavella si colloca nella seconda campata, all’interno di un gruppo di dipinti prevalentemente dedicato ai ritratti, teste maschili viste di profilo. È circondata infatti da un poeta laureato, da un giovane con un copricapo che termina a punta nella parte anteriore tipico degli anni 1470 e da altri volti virili, oltre che da libri e cartigli. La singolarità della rappresentazione è che, nella sezione in cui appare, presenta l’unica testa di Santo, riconoscibile dall’aureola, ritratta in posizione pressoché frontale. Anche se visibile solo nella parte superiore, è possibile intuire la veste indossata dal Santo, che appare annodata dietro la nuca, sulla sinistra, e che sembra essere realizzata con il manto peloso di un animale. Il tipo di abbigliamento, insieme con la barba e i capelli scomposti, autorizzerebbero a pensare alla rappresentazione di San Giovanni Battista, con- fermata da un disegno di Jacopo Bellini, databile dagli anni ’30 agli anni ’60 del Quattrocento, dove il Battista è mostrato con il nodo della veste pelosa sulla spalla destra, lasciando ipotizzare che fosse uno schema iconografico diffuso all’epoca. Dopo il periodo paleocristiano in cui compariva soprattutto in abiti sacerdotali, a partire dall’epoca medievale il Santo inizia infatti a essere dipinto come un anacoreta rivestito di pelle di cammello, in riferimento alla sua esperienza eremitica nel deserto come precursore di Cristo. Il Vangelo di Marco ci dice infatti che, durante il periodo di penitenza che trascor- se in isolamento nella zona presso il Giordano, “Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico” (1, 6). La cintura di pelle ricorda quella di Elia, altro celebre anacoreta conosciuto per il suo essere peloso (“Era un uomo peloso; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi”, Re, 1, 8) o per indossare un mantello di pecora. Così, dal VI secolo in avanti, la rappresentazione artistica di Giovanni Battista trova massima diffusione, sia in Oriente sia in Occidente, proprio come anacoreta: i suoi attributi sono la veste di peli di animale, la barba e i capelli lunghi e l’aspetto emaciato. Può portare poi in mano una croce – molto lunga e sottile –, tenere un rotulo con la scritta “Ecco l’agnello di Dio” (Giovanni, 1, 29) ed essere rappresentato accanto all’Agnello divino. Nonostante la scarsità di attributi iconografici che impedisce un’individuazione certa del soggetto rappresentato nella tavella, la figura del Battista eremita troverebbe una giustificazione anche in rapporto alle decorazioni poste sulle pareti, dove compaiono grandi Santi eremiti come Onofrio e Antonio Abate. All’interno della vasta galleria di volti in cui si trova collocato, il suo esempio ricorderebbe dunque il modello ascetico della preghiera e della meditazione in solitudine. |
STATO CONSERVAZIONE | Nel complesso, le tavelle sono in buone condizioni. Ci sono rari problemi di spolvero della stesura pittorica di minima entità. |
OSSERVAZIONI RESTAURI | 1955-1960: Mauro Pellicioli coordina il restauro delle tavelle decorate del soffitto. Gli interventi interessano la quasi totalità delle tavelle, le cui parti mancanti vengono ridipinte. 1978: il soffitto decorato viene sottoposto a un intervento definito di “semplice ispezione e pulitura”. 1988-1990: in occasione del rinforzo statico del manto di copertura si procede al consolidamento e al restauro delle travi lignee del tetto. 1989: Andrea Mandelli esegue, con i suoi collaboratori, il restauro definito “minimo necessario” delle tavelle decorate della copertura e della fascia perimetrale delle pareti a contatto della copertura stessa, limitandosi alle “sole parti dove la decorazione presenta grave degrado”. Si prevedono alcuni ritocchi con acquarello di tempera reversibile. Allo stesso modo esegue il restauro di consolidamento e di pulitura degli affreschi e degli intonaci presenti sui fronti dei pilastri che reggono il terzo arcone a partire dall’ingresso, il quinto, il sesto e il settimo. 2015: lavori di revisione delle tavelle con rimozione del particellato incoerente. |
PAROLE CHIAVE | aureola, barba, fondo grigio celestino, ritratto, San Giovanni Battista, Santo, uomo |
BIBLIOGRAFIA |
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rivisto da Sara Damiani il 24/03/2018