sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Santo vescovo |
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DATA | 1370-1380 |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella di Santa Caterina / dei Santi Pietro e Paolo | Lato sud, seconda cappella destra pilatro destro, I registro. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 223 x 75 cm |
TECNICA | buon fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Ecfrastica: Il vescovo è raffigurato con la mano destra leggermente alzata, mentre benedice i fedeli. La figura è caratterizzata dall’aureola che cinge il capo e dalle insegne vescovili: il pastorale, l'anello la mitra. Sul capo indossa la mitra (detta anche mitrea o mitria dall’omonimo vocabolo greco, che indica una fascia per il capo) il copricapo ecclesiastico d’uso cerimoniale o liturgico, che secondo le fonti storiografiche e iconografiche fu dall’anno Mille limitato ai vescovi, poi ampliato dal tardo XI secolo ad abati, prelati e principi. La ricca ornamentazione la caratterizza come "pretiosa". La mitra infatti presenta sul tessuto bianco la tradizionale spartizione a forma di T rovesciata, bordata di fasce dorate e ricoperta da una fitta decorazione di perle entro cui si dispongono quattro pietre preziose inserite in losanghe bordate d'oro. A sinistra e a destra della fascia centrale due pietre preziose circondate da perle impreziosiscono ulteriormente il copricapo. Sulle orecchie del santo cadono le infule (o fanoni) di colore bianco. Il santo porta il camice bianco sopra cui si intravede una dalmatica color ocra, al di sopra della quale egli indossa la casula, di color rosso, bordata da una fascia dorata che crea una croce sul petto. Nella mano sinistra impugna il baculo pastorale, l'insegna propria di vescovi, abati e badesse costituita da un'asta culminante in una curvatura a spirale. Nella destra benedicente, sopra il guanto bianco, ben visibile è l'anello vescovile con pietra preziosa. Matteo Lampertico, rielaborando tesi di Stella Malaton e Maria Cristina Gozzoli, propone l’attribuzione dell’affresco al "Maestro della madonna del parto" autore di un gruppo di figure presenti nella chiesa e databili intorno agli anni settanta e ottanta del Trecento. Corrado Fumagalli e poi Bruno Caccia e Paola Dolci hanno proposto di identificare il Santo in S. Agostino, diversamente da Matteo Lamperdico che ha identificato il Santo in S. Nicola da Tolentino anche se in modo dubitativo. Il Santo Vescovo era inizialmente affiancato da un’altra figura, distrutta quasi completamente a causa della caduta dell’intonaco. Di essa oggi restano solamente l’estremità inferiore della veste e le lunghe calzature terminanti a punta. |
STATO CONSERVAZIONE | L'immagine è priva della parte sinistra, a causa delle gravi lesioni avvenute nel muro che appare privo di intonaco. La superficie dell'immagine mostra piccole ma numerose lacune, e si riscontra la presenza di graffi ed scritte incise. Si nota la presenza di consistenti depositi e la formazione di patine grigiastre. Le cadute di colore si concentrano nella zona inferiore, mentre nella parte superiore le condizioni sono discrete. |
OSSERVAZIONI RESTAURI | L’affresco è stato riportato alla luce a seguito dei lavori di restauro svolti negli anni '50 ad opera di Mauro Pelliccioli. Gli interventi di restauro presenti sono da attribuirsi al restauro del 1989.Si notano infatti stuccature delle lacune, integrazione pittorica con copertura delle stuccature grazie a velature sottotono di colore a tempera. Sono stati inoltre realizzati dei salvabordi. La presenza di fori indica che sono stati iniettati dei consolidanti. Sulla superficie è presente una stesura consistente di resina acrilica Paraloid B 72 a scopo fissativo-protettivo. |
PAROLE CHIAVE | bastone, camice, casula, dalmatica, mitra, pastorale, San Nicola da Tolentino, Sant'Agostino, Santo Vescovo |
BIBLIOGRAFIA |
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