sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Sant'Onofrio seduto in preghiera |
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DATA | sec. XV ca. |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella di San Nicola da Tolentino | Lato est, prima cappella a destra, parete nord. |
TIPOLOGIA | Pitture |
MATERIALE | Intonaco |
TECNICA | fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Iconclass: 11H(Onofrio)41 Ecfrastica: La scena raffigura il santo eremita Onofrio, che completamente nudo, sta seduto in un paesaggio eremitico. Il santo rivolge gli occhi al cielo e solleva la mano destra in un gesto di invocazione. Con la mano sinistra tiene il suo bastone. La scena fa parte del ciclo decorativo esteso sulle pareti nord ed est della cappella. Gli affreschi evocano l’incontro dell’abate Pannunzio con Sant’Onofrio eremita in dieci scene distribuite sulle due pareti della cappella in quattro riquadri ed una lunetta per le due pareti. Le scene sono inserite in cornici a motivi geometrici. Le aureole dei santi, rilevate per incisione, sono create con punzoni e rifinite a foglia d’oro ancora visibile in tracce. Sulle parenti occidentali e settentrionali sono rappresentati gli episodi della vita dei due Santi eremiti. Il primo episodio è rappresentato nella lunetta sopra la parete occidentale e raffigura Pannunzio che lascia il convento per ritirarsi nel deserto e meditare le sacre scritture. Gli episodi si susseguono nella parete sottostante ma risultano a frammenti per via dei dipinti successivi: si può però vedere Onofrio in preghiera davanti a un Cristo in mandorla e lo stesso Santo che trova Pannunzio esausto e lo conduce nella sua grotta. Nella lunetta della parete di fondo la scena si svolge nel deserto (oggi è quasi completamente scomparsa per un'ampia lacuna) dove Pannunzio prostrato rende omaggio ad Onofrio: il luogo è caratterizzato da palme, fonte di sostentamento per l'eremita. Gli sfondi in genere sono spogli ed essenziali: architetture sottili e leggere non abitabili mentre il paesaggio roccioso è segnato da alberelli. Altri episodi sono ripresi dalla tradizione: i due santi camminano insieme; sotto a sinistra segue la morte di Onofrio e a destra il suo seppellimento. La figura di Sant’Onofrio nell’arte viene rappresentata solitamente come quella di un vecchio nudo, coperto solo dai propri capelli. Secondo la leggenda Onofrio era figlio di un re, ma appena nato fu indicato da un demone come figlio di una relazione adulterina della regina: sottoposto alla "prova del fuoco" ne sarebbe uscito indenne. Si isolò dedicandosi alla vita eremitica ancora molto giovane. Il monaco Pannunzio desideroso di conoscere la vita degli anacoreti del deserto, lo incontrò e trascorse con il Santo gli ultimi anni della sua vita. Portò in seguito sue notizie a Roma dove fu costruita una chiesa a lui dedicata. Il suo culto si diffuse in Italia attraverso Bisanzio e con Santa Rosalia e Benedetto il Moro è oggi uno dei patroni della città di Palermo. Il Santo è anche protettore di chi cerca oggetti smarriti, delle donne in cerca di marito e degli studenti. Gli affreschi riguardanti Sant’Onofrio potrebbero riferirsi ad anni precedenti all’Osservanza di Lombardia quando erano i monaci Agostiniani Eremitani ad abitare il monastero bergamasco. Un importante ciclo con le storie eremitiche in ambito agostiniano è quello di San Giovanni a Carbonara di Napoli. Queste storie di Sant'Onofrio, riferibili a Leonardo da Besozzo sono un importante termine di confronto da un punto di vista iconografico e stilistico. Ad anni successivi all'introduzione dell'Osservanza risale il resto della decorazione. Nel sottarco d'ingresso alla cappella si vedono delle inedite figure, alquanto lacunose, e nelle vele della volta Onofrio, Pannunzio; Bartolomeo o forse Nicola da Tolentino. |
STATO CONSERVAZIONE | Si riscontrano gravi lacune di intonaco a causa di problemi di umidità di infiltrazione. Si notano sbiancamenti prodotti dall’ ossidazione dei prodotti fissativi impiegati nei precedenti restauri e esfoliazioni. |
OSSERVAZIONI RESTAURI | Gli interventi di restauro, condotti in modo estensivo, hanno comportato la stuccatura grossolana della maggior parte delle lacune con una malta di calce leggermente intonata mediante una tinta a calce beige. L’integrazione pittorica è stata eseguita in modo estensivo con sommarie velature sottotono a tempera, così come sono state velate tutte le tracce di esfoliazione ed abrasione. Attualmente si nota l’alterazione vistosa delle integrazioni, l’ossidazione del fissativo e la fessurazione e disgregazione di alcune stuccature. Nel restauro del 2007 è stato effettuato un intervento di messa in sicurezza dell’intonaco pittorico. |
PAROLE CHIAVE | aureola, barba, bastone, capelli lunghi, eremita, figura nuda, mano, San Pafnuzio, Sant'Onofrio |
BIBLIOGRAFIA |