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TITOLOSan Pafnuzio
DATAUltimo quarto XIV secolo
POSIZIONEDecorazioni delle pareti
COLLOCAZIONE Cappella di San Nicola da Tolentino | Lato est, prima cappella a destra, parete nord 
TIPOLOGIAPitture
MATERIALEIntonaco
TECNICAfresco

SOGGETTO

Tipologia: Santi Gesù Madonna
Iconclass: 11H(PAFNUZIO)
Ecfrastica:

La scena raffigura il Santo eremita Pafnuzio che, dopo aver abbandonato il convento, dà inizio alla sua vita eremitica. Il Santo seduto sul terreno si dedica alla lettura di un testo sacro. Egli è avvolto in un lungo e semplice saio scuro, a lato ha appoggiato il suo bastone. Sullo sfondo ben visibile alle spalle da Pafnuzio si nota il convento appena lasciato: il grande portone ormai chiuso mostra che il Santo non tornerà sui suoi passi ma perseguirà la sua scelta da eremita. L’edificio è monocromatico ma grazie all’abilità del pittore nel posizionare ed enfatizzare l’ombra  si possono ben distinguere le varie parti del convento: la facciata stessa, il rosone, il tetto, le lesene (ovvero i pilastri che sporgono dal muro) e le monofore (cioè le finestrelle sulle pareti laterali). Il paesaggio è spoglio, ci sono rocce e la vegetazione è scarsa, tutto concorre a sottolineare il luogo arido e solitario, il deserto, in cui Pafnuzio trascorrerà il resto della sua vita dedicandosi alla preghiera.

Una delle poche fonti per ricostruire la vita di Pafnuzio è la "Historia Ecclesiastica" di Rufino da Concordia, il quale ricorda che Pafnuzio partecipò al concilio di Nicea  nel 325 in qualità di Vescovo di una delle regioni d’Egitto e che grazie al suo operato erano avvenuti molti fatti prodigiosi come esorcismi e varie guarigioni. Pafnuzio sarebbe stato perseguitato per la sua fede cristiana: aveva subito la mutilazione del ginocchio sinistro e la perdita dell'occhio destro e fu successivamente condannato  ai lavori forzati nelle miniere. Rufino rivela inoltre che l’imperatore Costantino stimava molto Pafnuzio, riservandogli un trattamento particolare ogniqualvolta questi si presentava a palazzo. Alcuni storici sostengono che Pafnuzio ebbe un ruolo importante, forse decisivo, nel dibattito al Concilio di Nicea sul tema del celibato del clero. Pafnuzio avrebbe pregato con fervore i suoi colleghi vescovi di non imporre tale obbligo: propose, che solo coloro che erano celibi al momento dell'ordinazione dovessero continuare ad osservare la continenza, ma, d'altra parte, che "nessuno dovesse essere separato da colei, a cui era stato unito mentre non era ancora ordinato". La grande venerazione in cui era tenuto diede peso alla sua proposta, che fu approvata all'unanimità. Il Concilio lasciava così alla discrezione degli ecclesiastici sposati se continuare o interrompere i loro rapporti coniugali. La scena fa parte del ciclo decorativo esteso sulle pareti nord ed est della cappella. Gli affreschi evocano l’incontro dell’abate Pafnuzio con Sant’Onofrio eremita in dieci scene distribuite sulle due pareti della cappella. La scena originariamente si svolgeva in quattro riquadri  ed una lunetta per ciascuna delle due pareti. Le scene sono inserite cornici a motivi geometrici. Le aureole dei santi, rilevate per incisione, sono create con punzoni e rifinite a foglia d’oro ancora visibile in tracce.


B. Caccia e P. Dolci, seguendo le ipotesi di M. C. Gozzoli, ritengono che il ciclo sia dedicato a Sant'Antonio Abate e Paolo di Tebe e identificano la scena come la raffigurazione di Sant'Antonio Ababte e della chiesa idealizzata (Caccia Dolci, 2007: 69).


STATO CONSERVAZIONE

Si riscontrano gravi lacune di intonaco a causa di problemi di umidità di infiltrazione. Si notano sbiancamenti prodotti dall’ossidazione dei prodotti fissativi impiegati nei precedenti restauri e esfoliazioni.

OSSERVAZIONI RESTAURI

Gli interventi di restauro, condotti in modo estensivo, hanno comportato la stuccatura grossolana della maggior parte delle lacune con una malta di calce leggermente intonata mediante una tinta a calce beige. L’integrazione pittorica è stata eseguita in modo estensivo con sommarie velature sottotono a tempera, così come sono state velate tutte le tracce di esfoliazione ed abrasione. Attualmente si nota l’alterazione vistosa delle integrazioni, l’ossidazione del fissativo e la fessurazione e disgregazione di alcune stuccature. Nel restauro del 2007 è stato effettuato un intervento di messa in sicurezza dell’intonaco pittorico.


PAROLE CHIAVE

bastone, eremita, saio, San Pafnuzio


BIBLIOGRAFIA

creato da Milena Ronzoni il 08/06/2015
rivisto da Sonia Maffei il 21/07/2015

Con il contributo di