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TITOLOSant'Onofrio in piedi
DATAUltimo quarto XIV secolo
POSIZIONEDecorazioni delle pareti
COLLOCAZIONE Cappella di San Nicola da Tolentino | Lato est, prima cappella a destra, parete est 
TIPOLOGIAPitture
MATERIALEIntonaco
TECNICAfresco

SOGGETTO

Tipologia: Santi Gesù Madonna
Iconclass: 11H(ONUPHRIUS)4
Ecfrastica:

La scena raffigura il Santo eremita Onofrio, che completamente nudo, sta in piedi appoggiato al suo bastone in un paesaggio eremitico. Il santo rivolge gli occhi in basso e indica con la mano destra qualcosa a terra che oggi non è più visibile a causa di una vistosa lacuna dell’intonaco. La scena fa parte del ciclo decorativo esteso sulle pareti nord ed est della cappella. Gli affreschi evocano l’incontro dell’abate Pafnuzio con Sant’Onofrio eremita in dieci scene distribuite sulle due pareti della cappella in quattro riquadri ed una lunetta per le due pareti. Le scene sono inserite cornici a motivi geometrici. Le aureole dei santi, rilevate per incisione, sono create con punzoni e rifinite a foglia d’oro ancora visibile in tracce.   Sant’Onofrio nacque verso la fine del IV secolo. Dopo aver vissuto insieme ad un centinaio di monaci, in un monastero della Tebaide a Ermopolis, si ritirò nel deserto, restando in solitudine per 70 anni. Un angelo provvedeva al suo nutrimento, portandogli quotidianamente del pane e, ogni domenica, la santa Comunione. La sua storia è narrata dal monaco Pafnuzio che si era inoltrato nel deserto desideroso di conoscere la vita e l’esperienza degli anacoreti del deserto. Onofrio, dal greco Onnóphris cioè "colui che è sempre felice", è considerato Santo e commemorato il 12 giugno.

Stella Malaton affrema che gli affreschi sono opera di un "lombardo di larga formazione culturale, risalente ai più nobili esempi di giottismo giustesco" e aggiunge che "le figure villose degli anacoreti sono familiari all'arte milanese verso la fine del secolo nelle sculture del Duomo e nei libri di disegno tardogotici, fra i quali è facile ricordare il taccuino di Giovannino de' Grassi".Matteo lampertico, constatando che le figure non risentono delle influenze goticheggianti presenti nell'ultimo decennio del Trecento, propone di datare gli affreschi tra il penultimo e ultimo quarto del Trecento


STATO CONSERVAZIONE

Si riscontrano gravi lacune di intonaco a causa di problemi di umidità di infiltrazione. Si notano sbiancamenti prodotti dall’ ossidazione dei prodotti fissativi impiegati nei precedenti restauri e esfoliazioni. Si riscontrano problemi diffusi di deadesione tra gli strati di intonaco e tra intonaci e supporto.  

OSSERVAZIONI RESTAURI

Gli interventi di restauro, condotti in modo estensivo, hanno comportato la stuccatura grossolana della maggior parte delle lacune con una malta di calce leggermente intonata mediante una tinta a calce beige.  L’integrazione pittorica è stata eseguita in modo estensivo con sommarie velature sottotono a tempera, così come sono state velate tutte le tracce di esfoliazione ed abrasione. Attualmente si nota l’alterazione vistosa delle integrazioni, l’ossidazione del fissativo e la fessurazione e disgregazione di alcune stuccature. Nel restauro del 2007 è stato effettuato un intervento di messa in sicurezza dell’intonaco pittorico.

 


PAROLE CHIAVE

eremita, nudità, Sant'Onofrio


ATTRIBUZIONI

  • Maestro degli Anacoreti
    Con "Maestro degli anacoreti" si identifica un artista attivo a Bergamo e in area lombarda nella seconda metà del Trecento. Matteo Lampertico ha proposto di comporre un catalogo del pittore, che ha profondi rapporti con la pittura lombarda, a partire dagli affreschi con Episodi della ...

BIBLIOGRAFIA

creato da Milena Ronzoni il 08/06/2015
rivisto da Sara Damiani, Sonia Maffei il 23/07/2015

Con il contributo di