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TITOLOSan Cristoforo
DATAcirca 1380
POSIZIONEDecorazioni delle pareti
COLLOCAZIONE Ingresso al Chiostro minore | Lato nord, ingresso chiostro piccolo, I registro
TIPOLOGIAPitture
DIMENSIONI228 x 154 cm
MATERIALEIntonaco
TECNICAbuon fresco

SOGGETTO

Tipologia: Santi Gesù Madonna
Iconclass: 11H(CHRISTOPHER)
Ecfrastica:

L'affresco è diviso in due riquadri inseriti in cornice con motivi geometrici e importato su una zoccolatura a finto marmo. Le specchiature rappresentano rispettivamente la "Madonna in trono con bambino e cardellino", a sinistra, e "San Cristoforo" a destra.

Il nome Cristoforo deriva dal greco e significa "colui che porta Cristo". L'iconografia più diffusa del santo, qui adottata, rende in immagini  questa etimologia. San Cristoforo infatti è rappresentato mentre porta sulla sua  spalla destra Gesù Bambino e volge lo sguardo al piccolo Gesù, che ricambia lo sguardo. Il santo ha nella mano sinistra un bastone fiorito, riferimento alla storia agiografica che lo vede protagonista.

La  leggenda diffusa in  Occidente raccontava infatti  come il santo  fosse stato un uomo di statura gigantesca. Un giorno egli aveva portato da una sponda all'altra di un fiume un bambino, che solo alla fine della traversata gli aveva rivelato di essere Cristo, facendo germogliare il bastone che egli aveva usato come aiuto  durante la traversata. Dopo l'incontro con Cristo il santo decise dunque di battezzarsi e di prendere il nome di Cristoforo in ricordo dell'accaduto. I testi raccontano che si recò a predicare  in Licia, dove fu martirizzato.

Gesù Bambino ha in mano un papiro di colore bianco e fissa con occhi amorevoli il santo forse accarezzando i suoi capelli castani poichè il suo braccio scompare dietro la sua nuca. Entrambi sono stati rappresentati con un'aureola ben visibile. Tuttavia vi è una differenza tra esse: quella di San Cristoforo è dorata e uniforme, mentre quella del Figlio di Dio è oro e rossa, rispettivamente colori che prefigurano la gloria e la passione, che egli sarà costretto a provare in vita.

Gesù, a cavalcioni sulle spalle del santo, indossa  una tunica bianca mentre il santo porta una veste  rosacea, aperta sul davanti e lunga fino alle ginocchia, con maniche lunghe che cadono  in varie pieghe. Le gambe tornite e i piedi si intravedo appena. 

La parte superiore dello sfondo della pittura è scuro e grazie a ciò le figure vengono risaltate; la parte inferiore è invece più chiara. La raffigurazione è, infine, inquadrata in una linea spessa di color marroncino.

Matteo Lampertico, autore della scheda dell'affresco nei Pittori Bergamaschi, appoggia la datazione dell'affresco proposta da Stella Malaton, che lo colloca negli anni Ottanta del Trecento, rilevando una certa affinità con altri affreschi di S. Agostino, come la S. Anna Metterza,  S. Onofiro e giovane Santo, Visione di S. Agostino e donatori.


STATO CONSERVAZIONE

Si notano gravi problemi di risalita di umidità che hanno comportato la perdita di quasi tutta la parte decorativa inferiore (zoccolo) e la formazione di ampie lacune in corrispondenza delle porzioni di affresco più basse. 

Sono presenti vistose sbollature tra gli strati di intonaco e tra essi e il supporto murario. La superficie evidenzia numerose lacune che interessano solo gli strati di intonaco, imputabili anche alle operazioni di rimozione degli intonaci ottocenteschi; si riscontrano graffi e incisioni vandaliche.

OSSERVAZIONI RESTAURI

Si individuano alcuni interventi di restauro attribuibili presumibilmente a quello effettuato nel 1989. In particolare sono presenti  stuccature delle lacune in malta di calce; integrazione pittorica delle stuccature di piccola dimensione e delle abrasioni mediante velatura sottotono di colore a tempera. Alcune stuccature appaiono prive di integrazione ed eseguite con malta intonata. Al restauro è attribuibile anche l'esecuzione di salvabordi; si riscontra la presenza di fori per l'iniezione della maltina consolidante e la presenza di una stesura consistente di resina acrilica  a scopo fissativo-protettivo.


PAROLE CHIAVE

aureola, Bambino Gesù, bastone, ritratto, Santo


BIBLIOGRAFIA

creato da Edith Valetti il 08/05/2015
rivisto da Sonia Maffei il 09/06/2015

Con il contributo di