sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Catino absidale con Trinità, angeli e simboli della passione |
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DATA | 1586 |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella di Ognissanti / di San Marco | Lato nord, prima cappella sinistra, catino absidale. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 26,40 mq. ca |
MATERIALE | Intonaco |
TECNICA | fresco con finiture a secco |
SOGGETTO |
Tipologia: Elemento decorativo Iconclass: 11L5411 (+12) Ecfrastica: Nel catino sono ancora visibili l'immagine della Trinità, un gruppo di angeli in gloria la colonna della flagellazione e l'Agnus Dei, in riferimento alla passione di Cristo. L'iconografia della Trinità riflette lo sforzo e le molteplici strade seguite per tradurre il dogma cristiano della Trinità in immagini in grado di richiamare nei fedeli l'idea di un Dio "uno e trino", in relazione alla riflessione teologiche sulla natura divina ed alle controversie sulla figurabilità di tale dogma. La Trinità è raffigurata per mezzo di tre figure simboliche destinate a durare nel tempo: il Padre Eterno, il Cristo coi simboli della passione, lo Spirito Santo, rappresentato come una colomba. La cappella conserva tracce dell'apparato decorativo realizzato dal pittore bergamasco, Troilo Lupi, datato sulla parastra di sinistra, che doveva prevedere un complesso sistema scenografico di cornici, volute, lesene decorate con motivi antiquari organizzato su quattro registri. La decorazione è eseguita con finiture a secco. Andrea Pasta, descrivendo le "pitture notabili" di S. Agostino, deifnisce l'affresco una "bellisisma Trinità" ma l'attribuisce erroneamente a Lorenzo Lotto (Pasta 1775, p. 65). Il pittore si è avvalso di un priming preparatorio ocra, applicato su rutta la superficie, direttamente sullo scialbo, andando poi a carpire su questo le figure. La costruzione delle partiture architettoniche è realizzata mediante battuta dei fili o incisioni a punta tonda poi eevidenziate con sottili linee nere a pennello. La sovrammissione della cornice nera alla campitura gialla del catino indica le fasi esecutive delle opere che hanno previsto prima la realizzazione del dipinto nel catino e, successivamente, le decorazioni a parete. L'apparato decorativo si presenta molto frammentario, mentre meglio conservato è il dipinto nel catino, meravigliosa è la colomba che si innalza al cielo verso il sole, i colori sono ben diluiti e si nota la leggiadria con cui l'artista l'ha dipinta, l'angelo è rivolto verso il basso, ha capelli biondi ben definiti, la parte sottostante il volto appare stuccata e con diverse macchie e patine saline biancastre, l'agnello appare ben definito ed incastonato in una parete gialla, la colonna è frammentaria, ma conserva ancora parte della sua visibilità. |
STATO CONSERVAZIONE | Gli intonaci e la superficie pittorica sono interessati da sollevamenti diffusi. Si riscontrano sbollature e sollevamenti di tutti gli strati di intonaco: i distacchi, evidenziati dalle numerose fessurazioni superficiali presenti, sono accentuati dal dissesto della muratura, con formazione di fessurazioni profonde, già in passato stuccate e riapertesi. Si osserva l’abrasione corticale del film pittorico, sicuramente accentuata dalle operazioni di rimozione degli intonaci soprammessi, di cui si leggono le tracce meccaniche |
OSSERVAZIONI RESTAURI | Si individuano alcuni interventi, attribuibili ai restauri occorsi tra il 1959 ed il 1960: rimozione delle soprammissioni, esecuzione di stuccature con malte di calce trattate a neutro con tinta a calce beige rasature su cui è si è eseguita una tinteggiatura neutra, integrazione pittorica a tempera. Non sono riconoscibili interventi di consolidamento. Attualmente rasature e stuccature appaiono interessate da problemi di deadesione, fessurazione, macchiatura e formazione di patine saline biancastre. Le integrazioni pittoriche sono alterate cromaticamente e sbiancate per ossidazione del legante. |
PAROLE CHIAVE | |
AUTORI | |
BIBLIOGRAFIA |
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rivisto da Sonia Maffei il 20/06/2015