sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Santo soldato |
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DATA | 1393 - 1407 ca. |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella di San Sebastiano / di San Sebastiano e San Rocco | Lato nord, seconda cappella sinistra, parete nord sinistra, III registro. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 190 x 95 cm |
MATERIALE | Intonaco |
TECNICA | buon fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Iconclass: 11H Ecfrastica: L'affresco raffigura un Santo con abbigliamento da soldato. Il Santo viene rappresentato con la testa leggermente inclinata a sinistra mentre tiene una spada poggiata a terra davanti a sé reggendola con la mano destra. La mano sinistra reggeva un oggetto oggi non più visibile per la perdita dell'intonaco. Le vesti sono caratterizzate da un vivace cromatismo: il corpetto rosso stretto in vita da una cintura bianca e bordato da fasce bianche, lascia intravedere al di sotto una veste verde con cappuccio, visibile anche nella stretta manica del braccio destro. Il bianco della bordatura inferiore contrasta con i lunghi stivali verdi da soldato terminanti a punta. La vera identità del Santo è difficile da definire, poichè la tradizione cristiana è ricca di esempi di soldati martiri. La figura è inserita in una cornice dipinta a motivi geometrici. L'affresco di sovrammette al dipinto con l'Arbor scientiae, ed è dunque posteriore ad esso. Il disegno preparatorio sembra realizzato mediante incisione indiretta con cartone (si notano le incisioni dal bordo arrotondato intorno alla testa) e ripreso a pennello con tinta ocra aranciata. Sulle figure già completate l’autore ha eseguito i particolari accessori. Le campiture bianche sono realizzate a calce a corpo. L’aureola presenta una doppia incisione perimetrale con punta quadra e la decorazione con punzone ad unghia del piatto: si osservano tracce rosse, presumibilmente di bolo, per l’applicazione di foglia d’oro, oggi completamente perduta, a guazzo. Dorati dovevano essere anche altri particolari come l’elsa della spada, lo scollo ed il bordo della tunica. Si osserva l’analogia con i dipinti della medesima cappella “determinata dalla tecnica esecutiva, dalla scelta dei materiali e dal gusto cromatico che fa riferimento sempre a tre colori di base (rosso-verde-bianco) utilizzati a buon fresco con effetto brillante e corposo. |
STATO CONSERVAZIONE | Si osserva la perdita completa del bordo destro con distacco di tutte le stesure di intonaco, a causa delle gravi lesioni del supporto murario; si riscontrano gravi problemi di deadesione e distacco tra gli strati di intonaco ed il supporto murario che interessano circa l’80% della superficie. Si evidenziano alcune grosse lacune degli strati superficiali. Si nota un’accentuata abrasione generale del fondo, insieme a fenomeni di esfoliazione in corrispondenza delle stesure a secco, graffi e lesioni, in parte riconducibili alle operazioni di rimozione degli scialbi effettuate nel 1960. Si osserva la presenza di consistenti depositi e di patine grigiastre imputabili all’alterazione del protettivo in presenza di fenomeni di condensa localizzata. |
OSSERVAZIONI RESTAURI | Si individuano alcuni interventi di restauro, attribuibili per lo più alle operazioni condotte nel 1960: il discialbo, la stuccatura delle lacune con malta grigio scuro, l’esecuzione grossolana di salvabordi in malta grigia chiara e l integrazione pittorica di parte delle stuccature mediante velature sottotono di colore a tempera, in particolare in corrispondenza della parte centrale. Attualmente si osserva il distacco e la fessurazione delle malte dei salvabordi e delle stuccature e la vistosa alterazione cromatica delle integrazioni. L'intervento del 2007 ha previsto il preconsolidamento in profondità localizzato in corrispondenza dei distacchi più gravi e delle fessurazioni profonde ed il consolidamento corticale delle esfoliazioni. |
PAROLE CHIAVE | |
BIBLIOGRAFIA |
rivisto da Sara Damiani, Sonia Maffei il 11/06/2016