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TITOLOSibilla
DATAII metà XVI secolo
POSIZIONEDecorazioni delle pareti
COLLOCAZIONE Cappella della Trasfigurazione | Lato sud, ottava cappella destra, frontone
TIPOLOGIAPitture
TECNICAfresco

SOGGETTO

Tipologia: Personaggio biblico
Iconclass: 11I2
Ecfrastica:

Sul frontone della cappella della Trasfigurazione sono raffigurate due Sibille, figure del mondo pagano ma spesso raffigurate in contesti cristiani in virtù delle loro capacità vaticinatorie. Nelle profezie attribuite alle Sibille l’allusione al concepimento, alla nascita e ai miracoli di Cristo univa l’antica sapienza pagana al tema della salvezza cristiana in un unico programma che prevedeva spesso il parallelo con le immagini dei profeti. La fanciulla di destra è vestita con un lungo chitone giallo stretto in vita che modella il corpo in pieghe ricche di lumeggiature; il capo è coperto da un lungo velo scuro che la avvolge fino a terra. Non porta attributi riconoscibili, ma l’identificazione nella Sibilla Ellespontica è resa possibile dall’iscrizione presente  sul basamento, nonostante il suo cattivo stato di conservazione. Luana Redaellli ha proposto di leggere il testo latino come "Sibil(la) e (lle)s /pon". Nel filatterio che la fanciulla reca in mano è  invece riportato un testo spesso associato alla Sibilla Delfica. Si tratta di una citazione tratta dal quarto libro delle  Divinae istitutiones di Lattanzio: Ipsum tuum agnosce deum qui dei filius est ("conosci il tuo stesso Dio, che è il Figlio di Dio"). Le parole latine, allusive dell’avvento di Cristo, accompagnano la Sibilla Delfica anche sulla scia della suggestione lessicale del testo, che richiama la celebre locuzione Nosce te ipsum,  "conosci te stesso", posta sul tempio di Delfi. 

La Sibilla Ellespontica fu una delle più antiche profetesse antiche. I testi classici riportano notizie sulla sua origine seguendo una tradizione desunta da Eraclide Pontico (fr. 96 Voss) e seguita da molti autori, tra cui Varrone, Clemente Alessandrino e Pausania,  che la dice originaria del territorio di Troia. Come ricorda Varrone, la vergine era vissuta ai tempi di Solone e Ciro e secondo Nicola di Damasco aveva profetizzato a Ciro la sconfitta di Creso e la vittoria dei Persiani. A lei inoltre si attribuiva la profezia  della distruzione di Troia a causa di Elena.

La tradizione iconografica assegna alla Sibilla Ellespontica l'attributo del libro dei vaticini e talvolta  la croce o le spighe di grano, simbolo cristiano che allude alla rinascita. La tradizione iconografica non mostra tuttavia un insieme stabile di elementi riconoscibili. L’unico attributo che è attestato con una certa continuità è il cartiglio, che contiene frasi latine relative all’avvento di Cristo, alla sua nascita per divina concezione, alla su amorte, tratte per lo più dalla Bibbia o dai Vangeli. 

La frase che troviamo nel cartiglio della Sibilla di Sant'Agostino, riferita però alla Sibilla Delfica, si trova nelle tarsie del Duomo di Siena e trova riscontro nel territorio bergamasco nella Chiesa di Nembro. Qui, nei dipinti realizzati nel 1538 da Antonio Marinoni, troviamo anche la vergine di Troia,  che non ha però attributi specifici. Come ogni Sibilla del ciclo, che orna il fornice dell’arco trionfale del catino absidale, un titulus riporta il suo nome e permette l'identificazione. Le pitture di Sant'Agostino, per le quali è stato fatto il nome del pittore cinquecentesco Gerolamo Colleoni (Redaelli), dialogano dunque idealmente con le sibille di Membro e con gli altri interessanti esempi presenti in terra bergamasca, territorio sensibile al tema, come dimostrano i cicli presenti ad Alzano Lombardo, a Dossena, ad Almenno San Salvatore, a Verdellino, a Lallio, a Trescore e a Spinone al Lago. 



PAROLE CHIAVE

cartiglio, Sibilla


ATTRIBUZIONI


BIBLIOGRAFIA

creato da Sonia Maffei il 06/02/2015

Con il contributo di