sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Sant'Agostino ferito dall'amore di Cristo e donatori |
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DATA | Ultimo quarto del XIV secolo |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella di San Giovanni Battista / di San Giuseppe | Lato sud, settima cappella destra, fianco ovest pilastro, I registro. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 174 x 96 cm |
TECNICA | fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Iconclass: 11H(AUGUSTINE) Ecfrastica: L’affresco, delimitato da una cornice dipinta a motivi geometrici, si trova nel pilastro sinistro della cappella di San Giovanni Battista e di San Giuseppe. L’immagine mostra Sant’Agostino, in piedi e a figura intera, mentre viene ferito dall’amore di Cristo, secondo uno motivo presente nell’iconografia agostiniana. Il Santo è riconoscibile dalla veste eremitana, costituita da un saio nero con cocolla (una cappa priva di maniche e dotata di cappuccio), cinto in vita da una fascia in cuoio, su cui è posato un ricco manto adorno di galloni; sul capo porta la mitra vescovile adorna di gemme preziose dietro cui spicca l’aureola formata da due sottili incisioni perimetrali ed da una lavorazione a punzone che pare indicare l’impiego di foglia d’oro oggi scomparsa. Agostino è raffigurato con lo sguardo rivolto in alto, in direzione del volto di Cristo, che appare nell’angolo in alto alla sua destra. La mano sinistra è aperta nel gesto dell’accettazione del mistero divino, come si riscontra spesso nel gesto di Maria nell’Annunciazione. I raggi della grazia che partono dalla figura di Cristo irradiano il santo e lasciano impresso su di lui l’immagine del crocifisso, reso ben visibile dalla ferita al petto. La formula qui adottata è una variante del tema di Agostino ferito al cuore dall’amore di Cristo, associato al santo a partire dal Trecento e collegato anche al tema della sua visione della Trinità. In basso a sinistra è raffigurato un gruppo di fedeli in preghiera, forse i donatori dell’affresco, che appartiene a una fase trecentesca, precedente alla costruzione della cappella. L’opera presenta caratteristiche formali e materiche analoghe a quelle dei dipinti sui pilastri della medesima cappella ed è databile nella seconda metà del XIV secolo, probabilmente nell’ultimo quarto del secolo. Secondo Matteo Lampertico le tipiche fisionomie, caratterizzate da volti larghi leggermente schiacciati, guance scavate e contratte nello sforzo di esprimere forti sentimenti, orbite marcate, la grafica stilizzata della capigliatura e della barba, confermano l’attribuzione al Maestro degli Anacoreti. La stesura uniforme del colore, la massa imponente della figura ed il sobrio trattamento del panneggio, esente da influssi goticheggianti, sono caratteristiche comuni delle opere eseguite nel terzo quarto del Trecento. Sia gli abiti dei donatori con i loro ampi scolli circolari caratteristici degli ultimi anni del Trecento, sia l’espressione fortemente caratterizzata del volto di Sant’Agostino, non permettono tuttavia di escludere una datazione leggermente successiva. |
PAROLE CHIAVE |