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TITOLOBeato Simone da Cascia
DATA1444-1476
POSIZIONEDecorazioni del soffitto
COLLOCAZIONE Campata 6, a partire dall'ingresso
TIPOLOGIAPitture
DIMENSIONI50 x 15 ca. cm
MATERIALELaterizio
TECNICApittura a colla su laterizio

SOGGETTO

Tipologia: Ritratto
Iconclass: 61B2, 11P31521
Ecfrastica:

Ritratto del Beato Simone da Cascia, frate con chierica e aureola a raggiera su sfondo ocra giallo. La figura è circondata da un riquadro di forma rettangolare che costituisce una sorta di cornice. La rappresentazione è un mezzo busto di profilo rivolto verso destra: l’uomo è vestito con un saio che ricopre completamente il corpo. Quest'ultimo presenta una serie di pieghe ottenute grazie all’utilizzo di diversi colori, in particolare il bianco e il nero. Il viso dell’uomo è allungato e ovoidale. I capelli sono molto corti, con sfumature di colore bianco e si trovano solamente sopra le orecchie: ciò rappresenta chiaramente una chierica. Si può vedere solamente un’orecchia, il naso è poco pronunciato, la bocca piccola e chiusa, con delle labbra appena accennate. L’occhio è grande, espressivo e lo sguardo è vivo. La fronte è molto alta e spaziosa, mentre la pelle del santo è abbastanza rugosa. Sulla testa sono presenti dei raggi bianchi emanati da un’aureola.
Sopra la testa dell’uomo è presente la scritta "B SIMON DE CASIA . DOCT" in lettere bianche e in carattere grassetto.

Simone Fidati nasce a Cascia in Umbria intorno al 1285 ed entra giovanissimo nell'ordine agostiniano dopo il suo incontro con l'asceta Angelo Clareno. Si dedica alla predicazione del vangelo in tutto il centro Italia. È stato teologo e fecondo scrittore. Il suo Ordine della vita cristiana (1333) è il primo catechismo per adulti in volgare (Mencaroni Zoppetti, 2007: 92, n. 59).

Nella Biblioteca civica Angelo Mai di Bergamo esistono diversi manoscritti di Simone da Cascia:
- vari osucoli in una miscellanea spirituale del 1443-1444, proveniente dalla casa dell'Osservanza di Crema [MA 595 (Sigma V 13)].
- Expositio symboli, del XV secolo, proveniente dal convento di San Barnaba di Brescia [MA 596 (Sigma V 14)].

 


STATO CONSERVAZIONE

Nel complesso, le tavelle sono in buone condizioni. Ci sono rari problemi di spolvero della stesura pittorica di minima entità.

OSSERVAZIONI RESTAURI

1955-1960: Mauro Pellicioli coordina il restauro delle tavelle decorate del soffitto. Gli interventi interessano la quasi totalità delle tavelle, le cui parti mancanti vengono ridipinte.

1978: il soffitto decorato viene sottoposto a un intervento definito di "semplice ispezione e pulitura".

1988-1990: in occasione del rinforzo statico del manto di copertura si procede al consolidamento e al restauro delle travi lignee del tetto.

1989: Andrea Mandelli esegue, con i suoi collaboratori, il restauro definito "minimo necessario" delle tavelle decorate della copertura e della fascia perimetrale delle pareti a contatto della copertura stessa, limitandosi alle "sole parti dove la decorazione presenta grave degrado". Si prevedono alcuni ritocchi con acquarello di tempera reversibile. Allo stesso modo esegue il restauro di consolidamento e di pulitura degli affreschi e degli intonaci presenti sui fronti dei pilastri che reggono il terzo arcone a partire dall’ingresso, il quinto, il sesto e il settimo.

2015: lavori di revisione delle tavelle con rimozione del particellato incoerente.


PAROLE CHIAVE

aureola a raggiera, Beato, chierica, fondo giallo ocra, monaco, ritratto, saio


BIBLIOGRAFIA

creato da Chiara Falgari, Simone Salvi il 12/01/2015
rivisto da Sara Damiani il 04/07/2015

Con il contributo di