sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Sant'Anna |
---|---|
DATA | 1375-1400 |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella dell'Annunciata | Lato sud, terza cappella destra, fianco est pilastro, II registro. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 185 x 104 cm |
TECNICA | buon fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Ecfrastica: L’affresco rappresenta Sant’Anna, seduta su un torno ligneo, che regge in braccio la Madonna che a sua volta regge Gesù Bambino. Lo schema compositivo si identifica con il tipo iconografico della S. Anna Metterza, che ebbe una vasta diffusione in Lombardia dal XIII secolo. L’aggettivo “metterza” proviene dal dialetto toscano medievale e vuol dire “mi è terza” ossia è in terza posizione, è trisavola di Cristo. In questo tipo di iconografia è riservato a Sant’Anna il ruolo di progenitrice di Sant’Anna. I personaggi sono inseriti in cornice dipinta a motivi geometrici. La madre di Maria è rappresentata in posizione rigidamente frontale, avvolta in una veste blu e in manto rosato dal modellato austero. Sotto il velo porta un soccollo bianco e siede con fissità monumentale su un trono di possente struttura. Maria, di minori dimensioni, siede sulla sua gamba sinistra, vestita di un abito blu e avvolta in un manto rosso, intenta ad allattare il bambino Gesù in fasce. Il degrado delle vesti di Sant’Anna e della Vergine suggerisce la realizzazione a secco con impiego di lapislazzuli. Le aureole, un tempo rivestite di foglia d’oro, presentano una doppia incisione perimetrale e la decorazione con punzone all’interno del piatto. I restauratori autori della campagna di consolidamento del 2007 hanno fatto notare che l’intonaco è stato steso successivamente a quello del dipinto sottostante con S. Antonio e S. Caterina. la traccia di sovrapposizione della giornata di lavoro è riconoscibile lungo il bordo inferiore. |
STATO CONSERVAZIONE | L’affresco è in parte frammentario per la perdita del bordo destro, determinato da gravi lesioni del supporto murario. La superficie presenta numerose lacune di modesta entità sia dello strato pittorico che dell’intonaco, in particolare lungo il bordo esterno; sono presenti numerosi graffi, lesioni in parte riconducibili alle operazioni di rimozione degli scialbi effettuate nel 1960. Si riscontra un’abrasione generale del fondo e la presenza di consistenti depositi e di patine grigiastre imputabili all’alterazione del protettivo a causa di fenomeni di condensa.
|
OSSERVAZIONI RESTAURI | L’affresco fu soggetto al restauro di Mauro Pellicioli del 1960. Ma gli interventi presenti sono da attribuirsi probabilmente al restauro del 1989.Si notano infatti stuccature delle lacune, integrazione pittorica delle figure con copertura delle stuccature grazie a velature sottotono di colore a tempera, oggi visibilmente alterate cromaticamente. Sono stati inoltre realizzati dei salvabordi. La presenza di fori indica che sono stati iniettati dei consolidanti. Sulla superficie è presente una stesura di resina protettiva. |
PAROLE CHIAVE | |
ATTRIBUZIONI | |
BIBLIOGRAFIA |