sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | Profeta Daniele |
---|---|
DATA | Inizi XVI secolo |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella di Santa Caterina / dei Santi Pietro e Paolo | Lato sud, seconda cappella destra, sottarco. |
TIPOLOGIA | Pitture |
TECNICA | fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Profeta Ecfrastica: Il sottarco è decorato con 10 medaglioni di profeti, riconoscibili dalle iscrizioni in gran parte conservate. Daniele è raffigurato come un giovane dai capelli chiari che scendono eleganti e ordinati fino alle spalle, con cappello in testa. Indossa una veste scura arricchita da una stola con motivi vegetali; in mano porta un libro nel quale è scritto, tra l'altro, il suo nome "Daniel propheta". L'iconografia ricorda altri esempi presenti in opere quattrocentesche della Bergamasca come Daniele raffigurato nella Chiesa di San Rocco a Olera, Alzano Lombardo, nel Santuario della Beata Vergine del Buon Consiglio a Villa Di Serio, o nella Chiesa della Beata Vergine Addolorata a Mornico Al Serio. Il tondo entro cui si trova il busto lascia intravedere linee d’incisione eseguite con utensile a punta tonda, usato insieme al compasso per la sua costruzione. In corrispondenza dei busti si può intravedere la tinta ocra usata per il disegno preparatorio; la stesura pittorica è sottile, eseguita, probabilmente, in fase di avanzata asciugatura dell’intonaco, con impiego diffuso di pennellate veloci e sintetiche a grassello di calce per rilevare particolari dei volti e della decorazione. Il fondo è realizzato in azzurrite su fondo di preparazione rosso per intensificarne il tono. Franco Mazzini aveva proposto di identificare in Bernardo Zenale l'autore degli affreschi. Nella scheda dei Pittori bergamaschi dedicata ai tondi Francesco Rossi, pur proponendo una generica attribuzione alla "Scuola di Bernardo Zenale", proponeva il nome del pittore Antonio Boselli, che testimonianze documentarie attestano attivo a Bergamo nei primi del Cinquecento, attribuzione confermata da recenti studi. |
STATO CONSERVAZIONE | Non si riconoscono gravi lacune. È presente una diffusa abrasione superficiale dello strato pittorico e si nota la presenza di depositi e di patine biancastre dovute a problemi di umidità d’infiltrazione, particolarmente evidenti sul lato est dell’arco.
|
OSSERVAZIONI RESTAURI | I restauri effettuati tra il 1959 ed il 1960 hanno interessato il consolidamento degli affreschi, l’esecuzione di stuccature con malte di calce, l’integrazione delle lacune mediante velatura a tempera.
|
PAROLE CHIAVE | |
AUTORI | |
ATTRIBUZIONI | |
BIBLIOGRAFIA |
|
rivisto da Sara Damiani, Sonia Maffei il 13/03/2016