sezioni | decorazioni interne | scheda immagine
TITOLO | San Bernardo da Chiaravalle |
---|---|
DATA | fine XIV secolo ca. |
POSIZIONE | Decorazioni delle pareti |
COLLOCAZIONE | Cappella della Natività di Maria / di San Nicola da Tolentino | Lato sud, sesta cappella destra, fianco ovest pilastro, II registro. |
TIPOLOGIA | Pitture |
DIMENSIONI | 146 x 104 cm |
TECNICA | buon fresco |
SOGGETTO |
Tipologia: Santi Gesù Madonna Ecfrastica: Il dipinto a fresco raffigura i due Santi inseriti all’interno di una cornice architettonica a bifora, due sottili arcatelle a conci bianchi e neri sorrette da tre esili colonnine. Il santo in cocolla bianca da monaco circestense, tiene il bastone pastorale con la destra e un libro chiuso nella sinistra. Il volto è completamente perduto a causa della caduta dell’intonaco. Conservata invece l’aureola dorata delimitata da uno spesso bordo scuro. |
STATO CONSERVAZIONE | L’affresco, venuto alla luce negli anni ’60, appare estremamente lacunoso, con la perdita completa del lato inferiore che ha subito il distacco di tutte le stesure di intonaco a causa delle cattive condizioni della struttura muraria. La superficie pittorica conservata, che presenta numerosissimi graffi, ha numerose lacune dell’intonaco pittorico, in parte già stuccate, e presenta il distacco per esfoliazione delle stesure pittoriche applicate a secco. Il degrado generale del opera, ha fatto ipotizzare ai restauratori e architetti che hanno eseguito la messa in sicurezza degli affreschi nel 2007, un’operazione di strappo non perfettamente riuscito. Si notano inoltre consistenti depositi e patine bianche e grigiastre imputabili all’alterazione del protettivo in presenza di fenomeni di condensa localizzata ed alla formazione di efflorescenze saline. |
OSSERVAZIONI RESTAURI | Si individuano alcuni interventi di restauro, attribuibili soprattutto al restauro occorso nel 1960-66. In questa fase la maggior parte delle lacune presenti sulla superficie pittorica sono state stuccate grossolanamente con una malta di calce rifinita a scialbo e successivamente sono state integrate pittoricamente con velature sottotono a tempera. Allo stesso modo sono state velate tutte le tracce di esfoliazione ed abrasione. Si nota la presenza dei salvabordi al lato inferiore. La stuccatura in corrispondenza della mano destra del santo e per quella all’angolo superiore sinistro è forse da ascriversi al restauro del 1989, durante il quale è stato anche applicato un fissativo-protettivo.
|
NOTE | La datazione dell’affresco è controversa e, visto il suo pessimo stato di conservazione, di difficile analisi. Roberta Pellati rileva delle affinità esecutive con altre opere del cosiddetto “Maestro dell’adorazione dei Magi” e data l’affresco nel secondo quarto del Trecento. Franco Mazzini invece propone l’attribuzione a Giorgio da San Pellegrino su base stilistica e propone una datazione agli anni sessanta del Quattrocento per la sicura resa spaziale e architettonica delle arcate. Il dossier dei restauratori attivi nel 2007 (Mazza, tomo I, cappella sud, unità iconografica 3) propone una datazione alla fine del Trecento. |
PAROLE CHIAVE | arco, bastone, cocolla, colonna, libro, pastorale, San Benedetto, San Bernardo da Chiaravalle, Sant'Agostino |
ATTRIBUZIONI | |
BIBLIOGRAFIA |
|